Dare un contributo a Optometria e Ottica (ricordando Adriana Cesana)

La scomparsa di Adriana Cesana (1939-2025), purtroppo con vari altri colleghi che ricordo bene, mi suggerisce una riflessione sulla complessità dello sviluppo di un ambito com’è optometria. 

Adriana non era certo una sgomitatrice sociale, di quelli che passano sopra altri per primeggiare. Non di meno ha dato il suo contributo all’optometria, con dedizione e  lungamente (sopra tutto alla Rivista Italiana di Optometria di AdO /AdOO-Federottica e con il volume Dal sogno alla realtà - L’ottica e l’optometria italiana vista con gli occhi di Acofis Milano). 

Il suo contributo ha mirato a rendere disponibili materiali di studio e formazione, raccolti tra tanti colleghi che si impegnavano e a coltivare questa professione ma senza clamore.

Mi viene in mente, per analogia, che uno dei premiati con il Nobel per la fisica del 2017, si lamentò che l’Accademia avrebbe dovuto fare un passo in più e cercare di premiare l’insieme degli autori dello studio (un migliaio!), perché la scoperta era di tutti loro. 

Infatti, come si è sviluppata e si sviluppa optometria dipende da tanti contributi: di chi la pratica (onestamente o meno), la studia (bene o male), di chi riflette e critica (costruttivamente o distruttivamente), dei sostenitori (nel bene o nel male quando senza visione/prospettiva) e anche dei detrattori (che ostacolano e nel frattempo fortificano convinzione, competenze e resistenza di quelli che ostacolano). 

L’esito è quel che c’è oggi, e che, inevitabilmente, domani va rinnovato. Alhazen (circa X sec. durante l’epoca d’oro dell’Islam), uno dei padri dello studio dell’ottica e della visione e del pensiero scientifico moderno, scriveva che - proprio per amore di verità - ogni torre di “verità” va attaccata da tutti i lati, per provare se regge. L’attività ideale è pare una sorta di intreccio di azione e riflessione critica.

Non può esistere un solo evento importante per la nascita di un saper-fare condiviso, non ci sono singole persone: c’è una rete che agisce ogni giorno.

Pare giusto ricordare che il lavoro “di sistema” in ottica e optometria ha portato nei dizionari di lingua italiana il neologismo optometrista circa nel 1984 (optometria ricorre invece dall’inizio del secolo), attorno a un periodo di grande impegno in ottica e optometria anche di Adriana (come ricorda Silvio Maffioletti qui). 

Oggi è una parola e professione consolidata e che molti conoscono, un saper-fare autonomo e originale che offre un servizio apprezzato.

Adriana - con il suo coinvolgimento, la sua attività - si merita una parte di questa conquista.

©Anto Rossetti