L’Ottico non è un commerciante (pure meno quand’è anche Optometrista)

L’ottico afferisce alla classificazione generale Ateco 47, come si vede nei riferimenti sotto. Più specificamente Commercio al dettaglio di altri prodotti in esercizi specializzati. 

Però si noti che che “l’attività degli ottici” è differenziata dal semplice commercio di materiali ottici. 

Infatti per svolgere l’attività dell’ottico ci sono requisiti particolari: per tutto l’orario di apertura del centro ottico deve essere presente almeno un ottico abilitato. Mentre la proprietà dell’impresa può essere diversa.

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La classificazione Ateco 47.7 prevista per il centro ottico è affine a quella di sanitarie, erboristerie e anche delle farmacie:

Codici ATECO • Categoria farmacie 2020

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Si tratta di una necessità inevitabile: i dispositivi individuali di cui la singola persona ha bisogno implicano aspetti commerciali. Senza dimenticare che gran parte dei prodotti in un centro ottico (e ancor di più in una farmacia) non sono di libera vendita e ogni attività deve essere svolta da personale abilitato o sotto il suo controllo per legge.

In Italia, tutti gli optometristi in attività sono anche ottici (anche se non tutti gli ottici sono anche optometristi) e pertanto uniscono due competenze specifiche acquisite attraverso formazione specifica in ottica e in optometria.

Pertanto, l’ottico non è un commerciante, è un professionista dei servizi socio-sanitari, la cui attività ha anche aspetti commerciali. Gli aspetti economici sono propri di ogni attività e quelli di scambio di beni esistono in molte attività, ma (escludendo occhiali da sole ormai venduti ovunque) i beni che l’ottico vende sono per uso individuale

Aspetti più generalmente “commerciali” in moltissime attività anche di servizio, si pensi ad esempio alle varie attività sanitarie non essenziali, che fanno promozione commerciale spinta (sconti, 2x1, ecc). 

Sta ai professionisti essere corretti e alle persone (casomai alle Autorità) vigilare su eventuali stranezze.

©Anto Rossetti