OptoSalute

Optometria e Salute • Fisiologia e patologia. Sanitari e medici. Salute, sanità, benessere, prevenzione, cura, terapia...

Optometria si interessa in genere della visione in condizione fisiologica e dei dispositivi che migliorano l'ottica alla base della visione. Poi ci sono vari altri aspetti, ad es.: il contributo alla prevenzione dei disturbi della salute che è insito nell'attività e quindi inevitabile.

QUI sono elencate le professioni sanitarie regolamentate in Italia e le altre professioni dell'ambito (incluso l'ottico); come si nota sono varie, principalmente afferenti a Medicina ma non solo (ad es. lo psicologo è una professione sanitaria e ha formazione non medica, oppure l'Educatore Professionale che ha formazione interdisciplinare, veterinario, farmacista...).

Pertanto, va evidenziato che i servizi alla persona, per salute e benessere, sono una galassia articolata e non vanno identificati con la pratica della Medicina (che adotta specifici metodi e modelli) e si concentra prioritariamente sulla patologia. Alcune Regioni (che da tempo sono gli Enti che erogano interamente l'assistenza sanitaria) hanno proposto (con vario successo) regolamentazioni per nuove professioni, come accade in altri stati UE (si veda ad es. il Naturopata/Heilpraktiker in DE o l'Osteopata che negli USA ha un titolo e simile operatività a quella del medico di base). Si tratta di un ambito in continuo cambiamento.

Insomma: alla salute contribuiscono vari operatori; invece  diagnosi e trattamento medici (prevalentemente farmacologica e chirurgica) delle malattie è riservata ai medici. Con la precisazione della Cassazione che anche un trattamento "alternativo" a quello medico, ma riferito a quella stessa condizione patologica, dev'essere svolto da un medico.

La gran parte delle persone è - fortunatamente - in condizione fisiologica (tutt'al più in condizione parafisiologica, con una variante della normalità), ossia in una condizione non riservata alla pratica medica. Invece, una minor parte delle persone è malata o patologica. Ne consegue che una maggioranza di attività a sostegno della salute è relativo a persone che non sono propriamente "malate", anche se la gran parte delle risorse è plausibilmente dedicata all'assistenza della minoranza che è malata. Per una buona qualità della vita, le persone hanno bisogno dell'aiuto di diversi esperti, in relazione alla propria condizione.  

La prevenzione, secondo l'OMS/WHO e ormai in modo consolidato, è a carico di tutti e a maggior ragione a carico di tutte le figure professionali che abbiano la possibilità di esercitarla attraverso la vigilanza. Per la semplice ragione che non è possibile sottoporre tutta la popolazione a esami periodici per ogni potenziale patologia. 

Praticare Optometria 

Optometria non è (in Italia) una delle professioni sanitarie regolamentate. D'altra parte molte  professioni recenti non sono regolamentate (ad es. naturopati, estricatori, chiropratici...) ma sono al tempo stesso operative: le leggi non riescono sempre a regolamentare lo sviluppo delle attività. Per questo motivo nel quadro generale della legge, optometria può essere regolarmente praticata, come spiega la giurisprudenza (Corte di Cassazione, Udienza pubblica dell’11 aprile 2001, n. 42895/2001 ruolo generale, numero sentenza 595):

  • "la sfera di attività professionale consentita all’optometrista non deve essere definita con riferimento, in negativo a quella consentita all’ottico, ma va ricondotta ad una ricognizione in positivo, dell’attività riservata al medico oculista, ed alla successiva valutazione dell’eventuale invasione di tale campo attribuibile all’imputato, che, sola, può realizzare il fatto tipico punito dalla norma incriminatrice. Di conseguenza non può considerarsi preclusa all’optometrista l’attività di misurazione della vista, e di apprestare, confezionare e vendere - senza preventiva ricetta medica - occhiali e lenti correttive non solo per i casi di miopia e di presbiopia, ma - al contrario dell’ottico - anche nei casi di astigmatismo, ipermetropia, ed afachia.”

Esistono codici specifici per la professione dell'Optometrista, sia nelle classificazioni Ateco, sia per la fiscalità. Pertanto un optometrista può aprire una propria specifica partita Iva e lavorare regolarmente. Vedi sotto la classificazione tra le professioni dell'assistenza sanitaria tra quelle paramediche indipendenti e non subordinate (nca, sta per non classificate altrimenti).

Istat ATECO 2016 optometria

Di fatto, tutti gli optometristi attivi in Italia sono anche ottici (professione regolamentata con il R.D. 1334 del 1928), in quanto la fornitura del dispositivo è esclusiva dell'ottico. Storicamente Optometria e Ottica sono legate. Attualmente Optometria si concentra maggiormente sull'esame del soggetto e della visione, Ottica si concentra maggiormente sulla fornitura del dispositivo ottico (occhiali e lenti), ossia si differenziano in un ambito unitario, precisando i propri limiti operativi.

Nel 2005, il World Council of Optometry ha adottato un modello generale dell'operatività dell'optometria, qui il documento originale.

  • In sintesi, la professione si articola su quattro categorie:
    • Category 1 Optical Technology Services (OT), occhiali e lenti
    • Category 2 Visual Function Services (VF), esame visivo
    • Category 3 Ocular Diagnostic Services (ODx), valutazione della salute oculare
    • Category 4 Ocular Therapeutic Services (OTx), trattamento di alcuni disturbi della salute oculare con specifici farmaci o piccola chirurgia; questo è il vertice dell'operatività dell'optometrista attualmente nel mondo (analogo al ruolo dell'odontoiatra in Italia e UE che è sanitario ma non medico). 
  • Quando la professione raggiunge un ruolo tipo categoria 4, svolge anche le funzioni delle categorie 1-3, mantenendo la propria identità: anche svolgendo terapia oculare (categoria 4), l'optometrista fornisce ausili ottici (categoria 1)
    • Questa nota per chi considera che l'insieme di esame e fornitura in un singolo operatore esponga la persona/paziente ad interessi potenzialmente indebiti (ossia la fornitura di un trattamento superfluo per interesse): si consideri che lo stesso varrebbe per tutte le professioni che forniscono direttamente un qualche servizio o dispositivo (odontoiatri, medici che effettuano direttamente un intervento chirurgico, ad es. chirurgia refrattiva, anche altre figure professionali come fisioterapisti o psicologi..) e non lo prescrivono semplicemente perché poi sia erogato dal Sistema Sanitario.
    • L'unione di esame e fornitura permette di avere un solo operatore responsabile e minori costi per la persona/paziente. 
    • I disturbi visivi coinvolgono ampia parte della popolazione generale oltre i 40 anni è la maggioranza. Esame visivo e trattamento ottico possono essere forniti con sicurezza da un operatore sanitario con formazione post-secondaria come dimostra il ruolo secolare dell’ottico (e optometrista) anche nell’attuale quadro sociale. La lunga formazione di medico appare sprecata nel contesto di gestione delle anomalie refrattive; ed essendo orientata a diagnosi della patologia, trattamenti farmacologici e chirurgici, appare anche diversamente orientata.  
    • Pertanto, unione di esame e fornitura in un ambito circoscritto è un'opzione attiva da molti anni in Italia e nel mondo, plausibile e con pro e contro equilibrati.

Su Wikipedia una buona voce sull'optometria in inglese. La voce su Wikipedia in italiano è molto più sintetica e per ora mancante del giusto respiro.

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