Etnia, "razza" e persone accumunate da qualcosa

Correggendo una tesi sul film lacrimale, ho trovato un'indicazione su un criterio di profilazione relativo alla razza (racial profiling), per certi aspetti fisiologici e patologici. 

L’automatismo mi scatta verso il più corretto gruppo etnico, ma mi accorgo subito che in questo contesto di tesi di optometria non ha senso (anche se l’ambiente ha certo influenza su lacrime e film, cultura e l’epigenetica pure, il prevalente sociologico dell’etnia poco importa). 

Anche per la miopia si presenta lo stesso dilemma (e si sa che c’entrano i gruppi etnici perché la  società c’entra).

Allora dovrei ritornare a usare razza in senso biologico, ma si sa da tempo che tra singoli individui di una (presunta) “razza”, ci sono più differenze che tra la media degli individui di due “razze” (come evidenziava Cavalli-Sforza), quindi che è un concetto inapplicabile. 

Insomma mi chiedo come fare e trovo i riferimenti citati sotto, che parlano degli stessi dubbi e sperano in una futura migliore profilazione genica che ci porti fuori dal pantano della "razza" che non c'è... Perché capita che ci siano persone fisiologicamente accumunate, che funzionano in modo un po' più simile di altre. Ma non configurano razze oltre quella umana.  

Is Racial Profiling More Benign in Medicine Than Law Enforcement? David Wasserman. The Journal of Ethics, June 2011, Volume 15, Issue 1–2, pp 119–129. -  https://link.springer.com/article/10.1007/s10892-010-9100-0

Now is the Time for a Postracial Medicine: Biomedical Research, the National Institutes of Health, and the Perpetuation of Scientific Racism. Javier Perez-Rodriguez & Alejandro de la Fuente. The American Journal of Bioethics Vol. 17 , Iss. 9,2017 - http://www.tandfonline.com/doi/abs/10.1080/15265161.2017.1353165?journalCode=uajb20

Revisiting Racial Patents in an Era of Precision Medicine. Case Western Reserve Law Review, Vol. 67, No. 4, 2017. Jonathan D. Kahn - https://papers.ssrn.com/sol3/papers.cfm?abstract_id=2982539

Alla fine non ho trovato una soluzione ottimale, se non le virgolette su “razza” e l'aggiunta di etnia, nell’attesa si trovi una forma (non solo un termine) migliore per manipolare il concetto delle caratteristiche che accomunano alcune persone, qualunque esse siano.

Abbiamo varie classificazioni per gli umani: creduloni, fedeli, ascientifici, naturisti, dogmatici, integrati... che li raggruppando per una somiglianza e in tal modo aiutano a manipolare concetti. Però ciascuna tradisce l'individualità e pertanto va usata con cautela se si riferisce a una persona reale. 

Ma una classificazione generale "biologica", spacciata per “naturale” come la razza pare davvero superflua, ingannevole e non utile. Cerchiamo un modo migliore, postrazziale, appunto.

©Anto Rossetti